giovedì, 26 novembre 2009,20:12
Ormai è diventato l'argomento dell'anno: di che sesso sarà il bimbo di Marito e Moglie Raggiante?

Se si potessero scommettere dei soldi, il Superenalotto deperirebbe in tre giorni.

Tutti ne parlano manco fosse il figlio erede di una famiglia reale.

C'è chi come Suocera è disposta a comprare già il fiocco nascita rosa, tanto per dimostrare la sua sicurezza.

Per non parlare di Mamma che l'appoggia con entusiasmo.

Per Papà è sicuramente un maschietto e non importa se avrà il nome del Consuocero, il suo primo nipotino avrà una Ferrari a pedali come primo dono.

I Testimoni si dividono equamente fiocco rosa e celeste regalando bavette e calzini, rigorosamente bianchi per par condicio.

Fratello è indifferente ma su Ebay ho visto la chiave di ricerca "completo baby pallacanestro" e credo di sapere chi l'abbia digitata.

Senza contare lo stupore della gente che, dopo aver chiesto, si sente rispondere che non lo sappiamo.

"Comeeee? A 5 mesi e ancora non lo conoscete?"

Eh no, purtroppo la vista a raggi x non fa parte del corredo genetico di Marito.

E credo che farebbe pure male al cucciolo.

Così abbiamo cercato di tenere un po' per noi la visita di ieri sera.

Inutile dire che eravamo nervosissimi.

Marito leggeva giornali sull'isterectomia ma credo che alla fine cercasse solo di mettere a fuoco qualche immagine.

Io intanto pensavo a quello che avevo sentito due sere prima.

Un bel botto sul lato destro.

E poi un altro ben assestato al centro.

Cavolo, che cosa succede?

Poi nulla più, ma il pensiero era sempre lì.

Finalmente entriamo.

La gine è una fata.

Bella, dolce, gentile.

Mi chiede come sto, guarda le analisi, mi visita, dice che tutto è perfetto.

Poi spegne la luce e lo schermo accanto a me s'illumina.

Ed eccola là, la nostra gioia più grande.

Si muove come un divoletto, la dottoressa ha difficoltà a prendere le misure.

Ha un bello stacco di coscia, due emisferi stupendi e un cuore forte.

Sta bene.

Ed io, come da copione, piango.

Poi cerca di smuoverlo per farlo girare, vuole provare a vedere il sesso ma fa una capriola e si ritrova al contrario.

Fa più forza e ci mostra il suo viso.

Mio marito in miniatura, ci giurerei.

Bellissimo, avrò la fotocopia del mio grande amore.

Manine che giocano con il cordone, beffamente tenuto tra le coscette.

Ci rinunciamo, vedremo tra un mese con la morfologica.

Poi mi faccio coraggio e chiedo se è possibile averlo già sentito.

E le parole magiche: "Certo signora! Lei è magra e suo figlio si muove tantissimo, è normale sentirlo anche se con un po' di anticipo!"

Il suo primo calcetto.

Non ci posso credere.

Con Marito corriamo per le scale, ci abbracciamo, ci baciamo, le nostre lacrime si mescolano.

Fa freddo e mi copre con il suo cappotto.

Mi fa sedere in auto e mi dice di aspettare.

Torna dopo circa mezz'ora, mi porge un pacchettino.

Lo apro.

Due piccole scarpette rosse spuntano dall'ovatta.

"Il nostro primo regalo per il nostro piccolo calciatore!" mi dice.

"O ballerina!" rispondo io.



In un modo o nell'altro, la nostra gioia più grande.
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martedì, 24 novembre 2009,15:08
Dopo settimane di esilio forzato, causa influenza "maiala", sabato rivedo Marito.

Non è stato facile stargli lontano, per niente.

Soprattutto per la paura che qualcosa potesse andar storto.

Ma a parte una febbre da cavallo, tosse persistente e due chili in meno, ho appreso con gioia che è sempre lo stesso.

Appena mi vede mi fa notare che la pancia è cresciuta.

Peccato che lo dica toccandomi il sedere.

Poi mi annuncia con fervore che in serata abbiamo una cena con i colleghi e le rispettive mogli.

Come dire mi sono abitutato a starti lontano.

Perchè si sa.

Questi incontri sono fatti divendendo un tavolo lungo un km.

Con donne è bambini da una parte.

E gli uomini dall'altra.

Che poi son gli stessi che si vedono tutti i giorni poco importa.

E noi poverine lì a far mangiare i pargoletti e a cercar di trovare qualcosa in comune su cui parlare.

Già prevedo un ritorno di nausea fasulla per disdire ma la sua contentezza è tale che non me la sento.

Ci incontriamo nei pressi di un distributore di benzina.

Prima arriva il piccolo della compagnia con la fidanzata.

Chiede subito di conoscermi e me la presenta.

Sono belli, giovani e simpatici.

Poi le famigliole arrivano più tardi.

Con due o tre figli al seguito.

E tutti chiedono chi sia la moglie di Marito.

La cosa mi puzza un po' ma lascio correre.

Giunti al risorante adocchio subito la toilette.

Ormai non mi muovo più senza averla prima localizzata.

Al ritorno trovo il tavolo separato come da copione.

Ma il mio posto è al centro, accanto a Marito.

Un collega mi fa notare che ha insistito per non essere diviso da me.

Wao! E' la prima volta che accade.

Iniziamo a mangiare e con la caprese arrivano le prime domande.

"Di quanti mesi sei? Sai già il sesso? Tu che vorresti? Dalla pancia è un maschietto!"

Ormai è routine, ma è un modo per sentirsi più vicini a noi.

Poi qualcuno mi chiede se ho delle foto del matrimonio.

Faccio notare che l'album ancora non l'abbiamo avuto ma sicuramente non ci entrerebbe nella borsa per protarlo sempre in giro.

Lì la prima risata.

Il ghiaccio è rotto.

E fortunatamente non si è mai più ricreato.

Ho passato una serata meravigliosa.

Tra battute, storielle di vita quotidiana, sorrisi, pianti di bebè e giochi di bambini.

Tutti parlavano con tutti e si vedeva che si stava bene insieme.

Gli occhi di mio marito sembravano due stelle.

Arrivano le tre del mattino.

Alcuni bimbi dormono nei carrozzini, altri si strofinano gli occhi assieme a qualche papà.

E ora di andare.

E' un turbine di mani e baci e di promesse di rifarlo ancora.

Poi, il collega più giovane mi saluta accarezzandomi prima la pancia e poi il viso, dicendo:

"Allora era tutto vero quello che raccontava Marito... sei forte!"

Sono rimasta di stucco.

Appena entrata in auto, aiutata dai miei ormai compagni ormoni, ho iniziato a piangere come una fontana.

Marito si gira verso di me, inorridito.

"Ma cosa è successo?" mi fa.

Ed io:

"Nulla, è quello che ha detto il tuo amico, mi sono commossa! Tu parli di me agli altriiii!" rendendo l'ultima parola marcatamente stridula.

Lui si volta verso il parabrezza, mette in moto e inizia a ridere:

"Marò! E meno male che non hanno parlato di quando ho raccontato delle voglie strane che avevi! Lì sì che c'era da piangere!"

"Dimmi che non gli hai detto della scatoletta di carne alle 7,00 del mattino!"

"Mah, come no! Quello è pezzo forte! E non ti dico le risate sui sottaceti dopo il latte!"

E il castello di racconti gioiosi, frasi poetiche ed episodi lodevoli è caduto rovinosamente in pezzi.

Vabbè, l'importante è che il suo pensiero principale fossi io.




E le mie strane voglie culinarie, ma questo è solo un dettaglio.
venerdì, 13 novembre 2009,12:11
Mi vien da ridere a pensare all'anno scorso, di questi tempi.

Le parole chiave delle mie ricerche internet erano "bouquet", "abito sposa", "acconciatura".

Avevo un intero archivio sotto il nome "matrimonio".

L'ho conservato, riducendolo alle nostre scelte.

Ci sono le immagini delle partecipazioni, delle bomboniere, dell'addobbo in chiesa.

E' nella cartella assieme alle foto del viaggio di nozze e dell'incursione a Roma ad aprile.

Non volevo dimenticare nessun istante di quei bei momenti.

Perchè poi tutto è stato stampato e conservato nel Wedding Album.

Dove non ci sono solo le foto dell'addio al CeNubilato ma anche un pezzetto di stoffa del mio abito.

Il bigliettino che pubblicizzava la band che suonò al ricevimento.

Le lettere che accompagnavano i regali.

Ricordo quante volte ho dovuto trattenere Marito davanti al pc.

Mostrandogli centinaia di abiti e costringendolo a scegliere quelli che gli piacevano.

A salvarli e lasciarli in una cartella a parte.

Dove tra tanti ho poi trovato il mio.

E la scelta degli inviti?

Avevo il letto sparso di bozze e fac-simili che volevo visionasse.

Scegliendone poi una in tre minuti.

Senza contare le minacce al suo di abito, acquistato poco prima delle nozze stesse.

Bei ricordi, che sfociano sulla foto che ci ritrae sul nostrò comò.

Ho un sorriso che dice tante cose.

E si vede che nel mio abito mi ci trovo bene.

Pesava un'accidenti ma mi dicevano che non camminavo, scivolavo.

Marito ha sempre gli occhi stretti stretti.

Come quando ride sempre.

E le guance rosse per le foto al sole.

La guardo e ricordo.

Tante risate, pianti, organizzazioni a tappeto, scoraggiamenti, tempi sbagliati per arrivare a quel giorno.

Meraviglioso.

Ieri pomeriggio guardavo il catalogo salvato dal post di un'amica.

La ditta è la Erbesi e vende culle.

Marito mi passa accanto, poi torna indietro.

"Che guardi?" mi fa.

"Oh, nulla, davo una sbirciatina ai lettini per bebè!"

Prende una sedia e la pone vicino alla mia.

Mi chiede: "Quale ti piace?"

Sfoglio un po' le pagine virtuali e arrivo alla mia preferita.

Si chiama Diva e si modifica diventando un divanetto.

"Bella! Fammi vedere le altre!".


E abbiamo passato la serata così.

Guardando passeggini, lettini, corredi per cuccioli.

Insieme, ridendo e scherzando.

Serenamente e senza costrizioni.

Quella foto di due sposi ora dice tante cose.

Che si può racchiudere in una sola chiave di ricerca.


Amore.
mercoledì, 11 novembre 2009,14:28
Dopo mesi e mesi finalmente ho avuto la conferma che non sono pazza.

Almeno per quanto riguarda questo specifico episodio.

Per il resto ho ancora molti dubbi.

Tutto è iniziato qualche anno fa.

Suocera Raggiante mi fa conoscere una vecchia vicina di casa e la rispettiva figlia.

Non ci vuole molto a capire che la donzella è perdutamente innamorata di Marito.

Lascio correre e vado avanti, senza dir nulla all'allor fidanzato.

Un amore mancato merita sempre rispetto.

Passano gli anni e arriva il periodo dei preparativi.

Sotto richiesta della madre del consorte portiamo l'invito di nozze personalmente alla suddetta famiglia.

Una serata memorabile.

Prima mi raccontano per filo e per segno tutta l'infanzia di Marito.

Ripetendo più volte di averlo cresciuto loro.

Magari ci fosse stata la suocera.

Avrebbe avuto molto da dissentire.

Adducendo a bagnetti fatti con la sfortunata figlia non ricambiata.

Alle gite dove i due ragazzetti giocavano a palla insieme.

Alla mostra delle foto della laurea, debitamente incorniciata sul lettino.

E finalmente alla dichiarazione spudorata che entrambi i genitori desideravano il matrimonio tra la loro pupilla e il mio capellone.

Poi, dopo avermi ammorbato con gli elogi alla prediletta, mi hanno isolata, lasciandomi "chiacchierare" con il nonno malato di Alzheimer di 93 anni.

Anche se a ben pensarci era l'unico lucido della combriccola.

Cenerentola ha avuto sicuramente un trattamento migliore.

Senza contare un calcio dato di nascosto a Marito per fargli capire che stavo evaporando.

E sentirmi dire: "Che vuoi?".

Ricordo ancora i pianti che mi son fatta.

Soprattutto perchè il simpatico consorte sottolineava che non era vero.

Che era tutto frutto della mia gelosia.

Ma ho lasciato correre.

Al nostro matrimonio Mancata Suocera ha cercato di boicottare molte cose.

Mal apprenzando l'abito della sposa, per esempio.

Criticando il menù del ricevimento.

E appioppandoci una bella valigia in plastica di posate d'acciaio.

Fortunatamente la notte, a letto col mancato genero, ci vado io.
 
E  ho lasciato correre.

Questa mattina io e Mamma Raggiante siamo a spasso.

Improvvisamente mi sento osservata.

Non credevo che questa sensazione fosse reale, ma oggi l'ho sperimentata.

Mi volto e vedo Mancata Suocera e Mancata Moglie ferme ad osservarmi.

Di getto voltano lo sguardo altrove ma io mi avvicino comunque per salutarle.

Hanno fatto finta di non avermi vista.

Ma và.

Prima farfugliano due cavolate, poi rimproverano Suocera Raggiante che non va più a trovarle.

Ho detto loro, come è vero, che da quando siamo sposati è spesso da noi.

E poi domande a raffica su Marito.

Quante ore lavora, se ha ancora la stessa auto, se continua a giocare a calcetto.

Fino alla richiesta più assurda da Mancata Moglie:

"Non lo vedo da tanto tempo, ma è successo qualcosa? Non è che tira aria di crisi?".

Io sono diventata di ghiaccio.

Come è mio solito, nei momenti d'imbarazzo, m'imbambolo e non riesco a spiaccicar parola.

Ma ci ha pensato Mamma Raggiante a sciogliere me.

E i dubbi della fanciulla.

"No tesoro, Marito sta bene" le fa "anche troppo, ecco perchè è sempre in casa con la moglie. Sai com'è, si sta abituando all'idea di diventare padre!" e mi sfiora il pancino.

Un soffio di vento fa impallidire le due donne, che si preoccupano solo di chiedermi se è vero.

Io annuisco.

Fanno un sorriso, una guarda l'orologio è dice che è tardi.

Ci salutano e scappano letteralmente.

Senza un augurio o un in bocca al lupo.

Nulla.

Nemmeno questa volta ne ho parlato a Marito.

Non avrebbe senso a questo punto.

Ma almeno mia madre ha detto che avevo ragione.



E io le ho lasciate correre.
mercoledì, 04 novembre 2009,14:09
In questi ultimi giorni mi sono resa conto di una cosa.

Marito non è mai stato nè molto geloso nè molto "appiccicoso".

Il più delle volte anche con me lui ha messo in atto la sua formula vincente:

vivi e lascia vivere.

Certo, a volte un amico più vicino è stato quasi incenerito da uno sguardo.

E un collega gentile fulminato da dolci paroline.

Ma solo in sporadici e alquanto inutili casi.

Tutto questo a me è stato sempre bene.

Non ho mai apprezzato i ragazzi possessivi.

Soprattuttuo quando erano i fidanzati di amiche davvero in gamba.

La loro malafede era insita nelle loro coscenze.

Quindi pensavo che un uomo che dà fiducia la merita pure.

Nella nostra relazione sono sempre stata libera.

Ricordo che all'inizio gli chiesi se il giorno seguente sarei potuta andare a fare shopping con un'amica.

Mi guardò come se avesse visto un alieno.

Da quel momento ognuno di noi ha messo l'altro nella condizione di sapere.

Mai di chiedere.

Dal giorno che abbiamo saputo di aspettare un figlio, però, qualcosa è cambiato.

Prima è stato lo scatolone di pelati riposto in alto.

Una delicatezza per non farmi piegare ogni volta che devo fare il ragù.

Poi le buste della spesa sempre tra le sue mani.

Anche se avessi acquistato un etto di prosciutto.

Per non parlare delle faccende domestiche.

Non che le faccia lui, ci mancherebbe.

Ma un po' di polvere in più pare non abbia mai fatto male a nessuno.

Improvvisamente una telefonata della testimone ci avvisa che per una settimana non possiamo vederci.

Ha fatto una radiografia con contrasto e pare che sia radioattiva.

Quindi i medici le hanno sconsigliato di stare nei pressi di donne in gravidanza.

La saluto dispiaciuta rimandando l'uscita al sabato successivo.

Marito diventa taciturno.

Va a farsi la doccia e durante tutta la serata spiccica poche parole.

Fino a quando nel letto gli chiedo cosa l'abbia rabbuiato così di colpo.

"Tu da domani non esci più!".

Se mi avesse dato una martellata nei denti mi avrebbe sicuramente sconvolta meno.

"Scusa"
gli faccio "non ho capito!".

Serio, mi risponde: "Metti che vai all'ufficio postale o al supermercato. Sei in fila ti capita gente che ha fatto le stesse radiografie della testimone... eh, mica quelli te lo dicono!"

Spalanco gli occhi e cerco di spiegargli che sicuramente in 4 mesi avrò preso ben altro, ma non faccio in tempo.

"Poi  si è messa pure 'sta influenza 'maiala', no, no, voi vi barricate in casa sino ad aprile!".

E si gira di spalle.

Cavolo.

Dovrò avvisare i miei genitori di acquistare tuta e maschera anti-gas nel caso volessero venire a trovarmi.

E una camicia di forza.



Marito sta delirando.
giovedì, 29 ottobre 2009,11:44
Nel tardo pomeriggio mia madre si presenta a casa nostra.

Porta una busta enorme a mò di sacco.

E rossa in viso per l'emozione.

Un po' di barba e sembrerebbe Babbo Natale.

Si siede accanto a me sul divano e poggia l'involucro per terra.

"Ho una sorpresa!"

 
mi dice e scarta l'ingombro.

Prima ne esce una tutina in filo di scozia, accompagnata dalla scaldacuore.

E' rossa e minuscola.

Poi una vestito a sacco in pile bianco.

Una gonnellina di lana blu.

Calzini, ghettine e cappellini.

Si vede che sono stati usati poco ma che non sono nuovissimi.

Me li poggia sulle ginocchia uno dopo l'altro e ogni abitino è una spiegazione.

"Questa è la prima che ti ho messo in ospedale! E' rossa perchè allora l'ecografia non si faceva, non sapevamo cosa fossi!".

"Questo è l'abito del battesimo, era dicembre e faceva un  freddo!"

"Quello è il cappellino che ti ho fatto quando ti aspettavo!".


Era tutta infervorata.

Aveva passato il pomeriggio a ritrovare questi oggetti riposti anni fa con tanto affetto.

Persino il primo piatto e il primo bicchiere erano conservati.

E si è lasciata andare ad una marea di ricordi e racconti.

Esauriti i miei ha iniziato con quelli di mio fratello.

Io l'ascoltavo adorante.

Ogni sua parola era accompagnata da occhi lucidi e sognanti.

Pieni di un amore immenso.

Per entrambi i figli.

Quando è arrivato Marito si è alzata per andar via e si è chinata per prendere ciò che mi aveva mostrato.

Io l'ho bloccata.

"Lascia" le ho detto: "li lavo e li ripongo, potrebbero sempre servire!"

Mi ha abbracciata, ha baciato il genero stupito ed è corsa via.

E lì mi è nato un pensiero.

Sono sicura che se arrivasse un bambino a mio fratello lei farebbe lo stesso.

Gli mostrerebbe i suoi abiti e i suoi oggetti perfettamente conservati.

Gli album di foto e le prime scarpine.

E parlerebbe a lui anche della mia infanzia perchè siamo frutto dello stesso desiderio.

Ogni madre ama il proprio figlio come se fosse unico.




Ma più figli sono amati tutti nello stesso modo?
lunedì, 26 ottobre 2009,14:21
E' domenica pomeriggio.

Marito guarda la tv seduto sul divano.

Ha tre cuscini sotto il capo e ai piedi le pantofole di Homer Simpson.

Accanto, con indosso la tuta antistupro e il plaid con i fiocchi di neve, gli accarezzo il braccio.

La gatta ci guarda, poi capisce che non c'è spazio, e si reca nella sua cesta.

Non dopo aver socchiuso i suoi occhietti in segno di resa tenerosa.

Squilla il telefono.

I testimoni di nozze ci invitano al cinema.

Io dico che non sono in vena di vedere l'ennesimo Saw, la mia soglia splatter ultimamente è un po' calata.

Ma loro hanno scelto di vedere un cartone animato, così accettiamo.

C'è ancora il sole ma si sente che farà freddo.

Ci vestiamo con calma, il film inizia alle 18,00.

Indosso dei leggins e un vestitino che ha un fiocco sotto il seno.

Mi guardo allo specchio.

Sono già ingrassata e la pancia si vede.

Gli ormoni sono buoni oggi, stranamente mi piaccio.

Marito ci abbraccia e faccio finta di non vedere gli occhi lucidi.

Usciamo.

Davanti alla biglietteria c'e una macchina che distribuisce ninnoli per cellulari.

Amica ne prende uno.

Ma prima dice che se è rosa sarà femminuccia, se celeste, maschietto.

Ne vien fuori Hello Kitty con l'abitino rosso.

Mannaggia, devo fare per forza la morfologica.

Siamo sereni, felici e chi ci sta accanto lo sente.

E ricambia queste emozioni con tutti gli interessi.

Entriamo nella sala, dove ci danno degli occhialini rossi e blu.

Questa volta si guarda in 3D.

Il fim si chiama "Up".

Incomincia in modo divertente.

I personaggi sembrano arrivarmi addosso e all'inizio ho un po' di nausea.

Ma passa e mi rilasso ridendo.

Siamo in pochi adulti, le poltrone sono colme di ragazzetti squillanti.

A volte sono proprio loro a farmi sorridere, quando urlano per le scene buffe.

La storia narra di una coppia che sin da piccini hanno un sogno in comune.

Diventano grandi e si sposano.

Costruiscono casa e lei aspetta un bimbo.

Tutto è colorato e vivace.

Mi piace.

Poi, improvvisamente, un fotogramma.

I colori svaniscono e diventano grigi.

Si vede lei seduta in una stanza che si tiene il viso tra le mani.

Di fronte ha un medico.

Sul muro l'immagine di un bimbo nell'utero.

Lui è fuori che piange.

La musica è triste.

Mi sono sentita di ghiaccio.

Poi avvampare.

Le lacrime sono scese numerose e ho sofferto nel tenermi dentro i singhiozzi.

Mai in vita mia ho desiderato avere il dono dell'invisibilità come in quel momento.

Con la complicità del buio, degli occhiali e della seguente scena più carina credevo di esser sola nel mio dolore.

Ma a destra la mano di Marito ha preso la mia.

E a sinistra è arrivata quella di Amica.

Le ho strette ad entrambi e ho chiesto scusa.

Ho preso un fazzoletto e sono andata avanti.

Non è una polemica la mia.

Sono certa che questo aspetto ha colpito soprattutto me perchè ho già una ferita aperta.

E non importa se una splendida domentica è stata rovinata.

Ma è un cartone animato.

Era necessaria quella scena?




Ad un bambino, come si fa a spiegarla?
by Moglieraggiante | commenti (48) | commenti (48)(popup)
Link | categoria:buio, vita in due
venerdì, 23 ottobre 2009,15:25
E' inutile nasconderlo, la gravidanza sta monopolizzando la mia vita.

Di neuroni ne ho già pochi ma quelli rimasti non fanno altro che dirmi: "Sei incinta! Sei incinta!".

Li sento quasi urlare come sirene lampeggianti.

Che detta così è proprio da manicomio.

Ogni battito del mio cuore mi avvisa che da circa di quattro mesi non sono più sola.

Tutto quello che faccio, lo faccio in due.

Ho sempre immaginato in passato questi momenti.

Ma non credevo sarebbero stati così.

Mi dicevo che spesso tutto viene enfatizzato.

Edulcorato.

Non è vero.

Lo stato di grazia che tutti declamano non è fisico.

Nè mentale.

E' dell'anima.

Spesso mi ritrovo a chidere: "Perchè io?".

Non è facile avere un bambino, e non solo da un punto di vista puramente biologico.

E' un miracolo, senza retorica e frasi fatte.

Ma io e Marito la viviamo tra di noi.

Quando siamo soli è un argomento presente spesso.

Se mi chiama da lavoro mi chiede come stiamo.

La sua mano è sempre sulla mia pancia.

E ora mi porta due scatole di cioccolatini.

Eravamo convinti che fosse così.

Io, lui e il nostro mondo.

Ma non lo è.

Mia suocera viene più spesso a trovarmi.

E si raccomanda che io stia tranquilla e riposata.

Mia madre mi ha regalato la prima bavetta.

Mio padre mi spinge a mangiare di più.

Le mie amiche hanno raddoppiato i loro sorrisi.

Per tutti qualcosa è cambiata.

Di una persona però avevo un po' di remore.

Mio fratello.

Quello un po' orso ma sempre presente.

Che il giorno delle mie nozze non ha fatto altro che piangere.

Che alla notizia del bambino perso è andato via sbattendo la porta.

Di questa lieta novella però non ha detto nulla.

Nè mosso ciglio nel vedere l'ecografia.

Più volte avrei voluto chiedere, ma non sono abituata ad esplorare i sentimenti altrui.

Aspettavo un suo gesto.

Che è meravigliosamente e dolcemente arrivato.

Stamattina sono venuta a trovare i miei.

Ai piedi portavo delle ballerine regalatemi da Marito.

Sono deliziose.

Anche perchè emanano un lieve e piacevole profumo di fragole.

Sono andata in camera e Fratello era alla solita scrivania per studiare.

Apro la porta e urlo: "Senti fratè!".

E stavo per alzare la gamba per fargli odorare la scarpa, manco fosse un tartufo rarissimo.

Ma lui si gira di scatto e mi poggia la mano sulla pancia.

Pensava che avessi voluto fargli sentire i movimenti di cucciolo.

E ho capito.

Io sono incinta.





Ma questo figlio non sarà mai solo mio.
lunedì, 19 ottobre 2009,14:38
Finalmente sabato sera io e Marito siamo usciti.

Le nausee sono scomparse per magia e al loro posto è spuntata una bella pancina.

Già denominata dal consorte focaccina.

Ho la pelle che nemmeno la visagista è riuscita a farmi venir così per le nozze.

A saperlo lo facevo prima il cucciolo.

Ma rischiavo di vomitare sull'altare quindi meglio come è andata.

Ho impiegato un'ora buona per decidere cosa indossare.

Ogni cosa era troppo leggera, troppo pesante, troppo piccola.

Alla fine ho detto che ad una donna incinta si perdona tutto.

Anche un maxi pull che ti trasforma in un cocomero.

Abbiamo incontrato i nostri amici di sempre e dopo le carezze al birbante e le domande siamo andati a cena.

Mi vergognavo nel dire che stavo morendo di fame.

Ma Amica Raggiante sentendo i rumori provenire dalla nuova protuberanza ha esortato tutti nel darsi una mossa.

E' stato bello ritrovarsi, avere la sensazione che nulla fosse cambiato mi ha tranquillizzata.

Non che non li volessi ma a volte i cambiamenti mi spaventano.

E ho paura che gli altri, rendendosene conto, cambino a loro volta.

I soliti miei discorsi paranoici.

I ragazzi parlavano di auto, moto, go-kart e stranamente Marito li ascoltava ma senza intervenire.

E loro dicevano:

"Sì tanto ora ti compri la familiare, diventi papà!".

E lui sorrideva sornione.

Le ragazze di dieta e tacchi alti.

E mi dicevano:

"A te che ti frega, ora puoi magiare quello che vuoi, siete in due!".

Ho sentito le mie ballerine deridermi e la Margherita che mangiavo avidamente un po' si è risentita.

Allora ho detto:

"Beh, la vita cambia, ma non tantissimo, almeno non ancora!".

E l'amico burlone, che forse aspettava di dirla da tre mesi:

"Come no! Per rivederti come mamma ti ha fatta Marito ora deve aspettare un anno! Mia cognata addirittura si coricava in un'altra stanza appena visto il test positivo!"

Io mi sono sentita avvampare, probabilmente il pomodoro sulla pizza rispetto a me sembrava rosa.

Marito, con il suo solito savoir- fare, si è appoggiato alla spalliera della sedia e gli fa:

"Dì tu la verità, da quanto tempo sei fidanzato?"

E lui:

"Cinque anni! Perchè?"

Marito:

"Avete mai fatto l'amore in tre?"

I ridolini si sono innalzati e ho cercato la tovaglia per nascondermi sotto il tavolo.

Vi prego, qualcuno mi salvi!

Prontamente Amico gli risponde:

"See, come no! In tre si fa sesso, mica altro!"

Marito:

"No no, caro mio, l'Amore!".

E nel dirlo, mi accarezza la pancia.




E va bene, lo ammetto, la vita è cambiata. Ora è meravigliosa davvero.
giovedì, 15 ottobre 2009,15:20
Quando muore un "Piccolo Principe"...

Non ci sono frasi per consolare.

Non ci sono scorciatoie per dimenticare.

Non ci sono "figli di ricambio".


Ottobre, mese internazionale per la morte perinatale.
by Moglieraggiante | commenti (8) | commenti (8)(popup)
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